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Autumn in love

L’autunno è arrivato così – manco a dirlo – all’improvviso.

Nemmeno il tempo di finire di programmare un altro bagno di mare, che cerchi disperatamente delle scarpe chiuse e – no – le Superga non valgono.

Su questa storia dell’autunno sono da anni molto combattuta. In linea del tutto teorica l’idea dei colori delle foglie che cambiano, della natura che si prepara all’inverno, delle tisane fumanti mi affascina.

Si vorrei tanto essere un’appassionata di autunno. Purtroppo, in concreto, mi deprimo parecchio. 

Da due giorni qui piove incessantemente, il mare è incazzato e la casa profuma di bucato.

Ho iniziato a segnare mentalmente i giorni di prigionia. In più avendo usato per una vita il motorino come unico mezzo di locomozione, sono ancora affetta dalla sindrome delle due ruote. Non mi basta sapere di avere un’automobile, toccarla, utilizzarla più volte al giorno. No. La sensazione di essere in trappola causa pioggia permane e con essa l’ossessione compulsiva alle previsioni del tempo.

La cosa che mi disturba nel profondo, poi, sono le persone che amano la pioggia. E no non mi riferisco a quelli che la invocano quando ci sono 45 gradi e il 70 per cento di umidità. Nossignore. Io parlo proprio della retorica del “piove e stiamo sotto le coperte a leggere un buon libro”, del “piove e ci vediamo un film con una cioccolata calda”.

Io davvero non li comprendo e in cuor mio gli auguro sempre che vada via la corrente sul più bello.

Sono certa che loro non hanno mai provato quella sensazione tremenda della goccia che ti penetra inspiegabilmente sotto l’impermeabile in quell’unico punto scoperto. Né quella sensazione di panico che prende il genitore che, con l’ombrello incastrato tra la portiera e il tetto dell’auto, prova a tirar fuori il bambino dal seggiolino finché, fradicio fino alle mutande, non decide di tappare le orecchie al bambino, imprecare a soddisfazione e solo allora proseguire nella manovra di estrazione.

E vogliamo parlare di quelli che passando a gran velocità ti schizzano di acqua putrida? Loro anche saranno amanti dell’autunno? Cosa mettono nella loro tisana? Ve lo dico io: cazzimma autunnale.

Non so se esista un termine per questa mia idiosincrasia – a occhio e croce dovrebbe essere l’opposto di autunnofilia – o se si possa parlare addirittura (!) di una patologia. D’altronde una fobia di questi tempi non si nega a nessuno 

Intanto stasera – manco a dirlo – piove.  Niente libri, film e tisane fumanti – nella vita bisogna essere coerenti e io so già cosa fare: canale 501 previsioni del tempo e tanta tanta speranza.

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