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“Ancora”

Ore 1.30 del 9 gennaio 2022.

Anche il mio iPhone sembra dare segni di cedimento: la RAM ha fuso.

Ho letto tutti gli approfondimenti, i quotidiani freschi di stampa.

Scorro per noia le “storie” di Facebook che, onestamente, ho sempre detestato. Ma non ho sonno e in fondo, in questi casi e in altri tempi, ho guardato anche il torneo di biliardo alla goriziana su Italia1, quello anche con i birilli per intenderci.

Non ho sonno e l’algoritmo lo sa: mi propone la “storia” sponsorizzata di una tisana… bastasse quella! Mi viene da ridere.

In realtà la nostra vacanza volge al termine. Un privilegio.

Ho approfittato per far conoscere la colonna sonora di Vacanze di Natale 83 a mia figlia di cinque anni. Quasi a voler rimarcare che la spensieratezza va ricercata, nonostante questo lungo periodo di pandemia.

Ho addirittura sciato. Proprio io, che ho avuto sempre una paura pazza della pendenza e delle persone che ti tagliano la strada.

Quest’anno invece, sciando sciando, ho scoperto che, sì, ho avuto un po’ di paura della pendenza. Ma non troppo, almeno non come al solito. Durante la mia solita pista azzurra, lunga 5 km (che per una negata come me è già una piccola impresa) avevo completamente dimenticato ciò che ci assilla.

Ho rimosso tutto mentre pensavo a salvarmi il culo, e non in senso figurato.

Nel tratto più bello, quello assolato, ho sentito una voce familiare. L’ho riconosciuta in quella di un mio caro amico. Guidava un piccolo gruppo di bimbi. Siamo virtualmente su posizioni contrastanti sulla gestione di questa maledetta pandemia ma il pensiero non mi ha sfiorato nemmeno per un secondo.

–  “Come stai?”

–  “Io? Sempre negata. Tu?”

Ho continuato la mia pista: aria fresca, sole, “oddio il muro” spazzaneve… S P A Z Z A N E V E E E! Mio marito, un santo, mi attende tra il divertito e lo sconfortato.

Sono arrivata alla fine, lì dove la pista si ricongiunge con il campo scuola. Ho visto la mia piccola sciare con il maestro e altri bimbi; lei, già di gran lunga più brava di me.

Felice, felice! Così mi sono sentita.

E poi eccolo lì “l’assembramento”, al secolo fila, che riporta alla cabinovia. Ho cercato nella giacca la mia mascherina, mentre tiravo su col naso e mi asciugavo una lacrima di freddo.

Rieccoci.

Si dice che la vacanza sia una condizione dello spirito.  Posso dire con certezza di essermici sentita davvero in vacanza.

Riprendo la lettura sul mio iPhone. Adesso l’algoritmo mi propone scarponi da sci. Quelli per principianti.

Riparto dal Corriere della Sera: “NUOVE MISURE ANTICOVID IN ARRIVO”.

Chissà se, su Italia1, trasmettono ancora il biliardo. Quello sì che conciliava il sonno.

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