Questa estate ho assaggiato una nuova parola: revisionismo. Avrei preferito risate ma quelle sono più o meno presenti e note. Così, ho fatto esperienza.
Revisionismo sembra una parola innocua. Ha il sapore della revisione, magari critica, ma non c’entra nulla.
Il revisionismo è quello di chi rinnega se stesso attraverso gli altri. Quello di chi si sfila da qualcosa. Come se nella sua vita ci fosse capitato.
Ho assaggiato, dicevo, quanto sia una parola brutta, che elimina il passato e getta le basi per un futuro distorto.
Quella abitudine di decontestualizzare avvenimenti, storie, momenti.
Spesso è frutto del dolore, della delusione. Infatti abbonda e si fa spazio dopo la fine di un grande amore, di una lunga amicizia o di una passione intensa. – se non avessi fatto, quanto tempo ho perso e così via.
La tentazione del revisionismo è grande. Anche io ne sono stata affascinata in passato. Può sollevare momentaneamente lo spirito. Ma se si è intellettualmente onesti, dura poco.
