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Leggero

Qualche giorno fa ho messo via alcune cose. Ma no, non era un cambio di stagione.

Il mio armadio è luogo oscuro. Da sempre. È lì dentro che, da qualche tempo, convivevano otto taglie. Sono davvero tante: circa 6 anni per conquistarle e 8 mesi per perderle.

Sono andati via questi 20 chili. Per scelta decisa e ferrea. Per riappropriarmi di me stessa.

In realtà questa ultima frase non è del tutto veritiera: sono sempre stata Paola, anche con tutti quei chili in più.

Certo, l’ho sentita qualche commento qua e là. Battute, faccine. Ma non mi sono mai sentita diversa, almeno non per il peso. L’ultimo dei miei pensieri.

In una circostanza ho addirittura avvertito un discorso complesso, per contenuto e struttura, da una donna che sapeva di essere ascoltata: “questa (io) si sente bellissima ma… è ben piazzata“.

Avrei potuto sentirmi turbata, fortuna che non mi senta bellissima con la 48 e neppure con la 40. Vaglielo a spiegare.

In ogni caso, mentre mettevo via mquesti indumenti, decisamente grandi per me, ho provato una strana sensazione. Sin qui, quando qualcosa non era più utile o gradito, la buttavo via: sono per il lasciar andare.

Adesso, no: ho ripiegato questi vestiti ormai enormi. Li ho impilati con cura.Ho scelto una scatola di stoffa, di quelle che traspirano .

La mia taglia 48 ha un grande significato: quella me, che la riempiva, non sono pronta a lasciarla andare via.

Alba

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