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I have a dream

Non per vantarmi ma faccio sogni straordinari, in 4K azzarderei. Ci metto dentro volti riprodotti alla perfezione, occhi iperrealistici, mani. E vento, profumi di strade e di case. Le luci, poi, le scelgo sempre tra le più belle. Niente di artificiale, si capisce. Tutto preso in prestito dalla natura. Possibilmente maggio, ma anche un’ottobrata capita di tanto in tanto. Difficile distinguere, dopo. Non si può dire che ci ragioni troppo in effetti, sembra che luoghi e ambientazioni vengano un po’ estratti a sorte ma sono sicura di averle già selezionate a monte tra tutto ciò che più mi piace, il resto è solo un gioco di combinazioni.

E fin qui sarebbe fantastico se non avessi questo maledetto vizio di rovinare tutto. Sì, perché finisce sempre così: me ne accorgo, un po’ come il regista che grida “STOOOP” durante le riprese.  Così, senza svegliarmi, divento protagonista cosciente di questa pantomima in HD. Provo a fare ordine: “questo è un sogno – mi accaloro – e tutto ciò non è possibile”. Lo comunico ai presenti che ci restano evidentemente male: improvvisano, cercano spiegazioni plausibili a queste scene così realistiche eppure inverosimili. Ma niente, non cedo. Li interrogo, li induco in contraddizione. Decido che può bastare, mi sveglio.

Ora io tutta questa attività onirica così sofisticata la eviterei con piacere. Baratterei con qualcosa di spiccatamente freudiano: una bella paura di volare, di annegare. Mi piacerebbe anche qualcosa di sfocato, un po’ Chagall o vagamente ovattato tipo quei film che trasmettevano a una cert’ora sulle reti libere. E che dire di quei sogni tradizionali che quando ti svegli ti affidi alla Cabala e corri al bancolotto. E invece, niente. Chiederei un sogno vero, tutto sogno. Anche brutto va bene. Che male c’è?

Intanto la sveglia continua a suonare e se ne frega del resto. “Solo un attimo devo rileggere” vorrei gridarle. Ma è tardi e d’altronde è solo un sogno, chi vuoi che legga. Butto per aria le coperte, mi passo una mano sulla fronte accaldata. Finalmente la giornata può cominciare.

Gatto sognante – collezione personale

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